
Ancora sul tema della scrittura personale e creativa (contrap)posta alla scrittura professionale e professionistica, qui un illuminante intervanto di Mafe De Baggis

Chi volesse vedere un esempio di che cosa si arriva mostruosamente a censurare per oltre un decennio dalla Stampa, legga e veda le prove documentali dei crimini impuniti ai danni di una donna innocente dipendente della Pubblica Amministrazione: un ospedale. Per constatare di persona visiti i sottostanti links.
http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata_asl.php
http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php
Presentato in anteprima mondiale l'8 Settembre 2006 al Festival del Cinema di Venezia, "Pasolini prossimo nostro", documentario che sta riscuotendo da tempo una notevole attenzione, sarà il fulcro di una rassegna di film del regista scomparso il 2 Novembre 1975, che si terra al cinema teatro Astoria di Lerici.
Ne parla Spezialmente, qui.
1565: mentre i temibili guerrieri Turchi del Sultano Solimano si preparano ad assediare Malta, ultima roccaforte cristiana, i Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, gli Ospitalieri, monaci-guerrieri difensori dei pellegrini di terrasanta e della cristianità, mettono a punto la loro strategia difensiva. E, in questo scenario, una misteriosa nobildonna riceve da essi il compito di reclutare il mercante d'armi e mercenario Mattias Tannhauser per aiutarli, e nel contempo ritrovare il figlio illeggittimo abbandonato 12 anni prima. Giunto sull'isola, tra gli assalti ottomani e le violenze persecutorie degli Inquisitori cattolici, Tannhauser dovrà ricorrere a tutte le sue abilità per riuscire nel compito, sfuggire a fanatici complotti e restare vivo tra un epico scontro e l'altro. A dieci anni dallo stupendo "Il Fine Ultimo della Creazione", Tim Willocks, scrittore e sceneggiatore che fu una delle più interessanti rivelazioni della narrativa degli anni '90, ritorna per pubblicare quello che si rivela come un vero proprio capolavoro del romanzo storico contemporaneo.
Intenso, violento, sagace, brillante, complesso, ma soprattutto credibile come un resoconto di saggistica, Religion brilla grazie al talento di un narratore al tempo stesso coinvolgente, ma colto ed intelligente, capace di rivaleggiare in statura con un Paul Watkins, ma soprattutto di stagliarsi assolutamente al di sopra di qualunque fiction tra quelle che in questi anni si rifanno alla storia di Templari, Rosacroce, mistici e combattenti per la religione.
La dimensione colta, e insieme di entertainment, in cui si colloca Willocks distanzia di molto le banalità e le imprecisioni di romanzi come "Il Codice Da Vinci" o "Il Templare", e significa una novità assoluta per stile ed approccio, risultando in un exploit che sarebbe miope sottovalutare. Anzi, potete star certi che qualche produttore a Hollywood ne avrà già colto il potenziale per trarne un kolossal alla Ridley Scott. E d'altra parte lo stile è serrato, veloce, e cinematico distinguendosi anche per un certo lirismo descrittivo che assolutamente non appesantisce le pur corpose 800 pagine.
Concepito come primo volume di una trilogia (che, se Willocks giocherà bene le sue carte, è destinata a diventare un punto di riferimento nel genere) Religion ci consegna un nuovo tipo di eroe-anti-eroe, cavaliere con molte macchie a anche molte paure, finalmente.
Tim Willocks, Religion, Cairo Editore
Avete mai visto James Bond che sbaglia, suda, sanguina, trema, ha paura, agisce d'impulso mettendo a rischio la missione, perde al tavolo da gioco, si innamora, si ferisce e riappare in scena con cicatrici e bende dopo averle prese anche dal primo venuto?
Mai sino ad oggi, credo.
Anticipato da uno dei siti web dedicati in assoluto tra i più belli mai visti in rete, alla fine delle festività natalizie è uscito anche in Italia il 21' film della serie di 007.
Destinato a deludere un po' chi si era affezionato agli elementi classici dei film e alla loro mistica, Casinò Royale è invece una inaspettata chicca per coloro che, delusi dagli ultimi episodi della serie, attendevano da tempo un riavvicinamento del personaggio al James Bond dei romanzi.
Non è stata, in quest'ottica, certo casuale la scelta della EON e della Sony Pictures di rifondare completamente la saga, ripartendo dal primo romanzo di Ian Fleming - una storia di per sè non clamorosa, ma asciutta e cruda. Scelta che si rivela azzeccata, dopo le stucchevoli dinamiche da videogioco a cui gli ultimi film ci avevano abituato, e dopo che i migliori Bond-film alla fine si rivelavano da anni i non-Bond come Mission :Impossible, The Bourne Identity, The Peacemaker, Il Santo.
Così, se da un lato si esce dalla sala senza l'assoluta certezza di aver visto davvero un film di 007 - almeno non nel senso classico - dall'altra si ha quella di aver assistito ad uno dei 3 o 4 migliori della serie e in assoluto ad un più che valido film di spionaggio.
In un'improbabile deformazione temporale, Casinò Royale, pur ambientato nel presente, racconta in realtà la prima missione ufficiale di Bond, dopo l'acquisizione dello stato di "doppio zero", ovvero la licenza di uccidere. E pur immerso nell'era tecnologica odierna, è un Bond che richiama da vicino quello di Dr.No o di Dalla Russia con Amore: pochi gadget, poca azione, molta tensione, quasi nessuna battuta di spirito.
E al di là della performance, invero pure molto buona di Daniel Craig, contestatissimo (dai fan) successore di Brosnan, la sorpresa migliore è la costruzione del personaggio di 007, complice anche una sagace e brillante sceneggiatura definita da Paul Haggis (Crash, Flags of Our Fathers, Million Dollar Baby), finalmente un Bond più vero, più umano, debole e fallibile e in definitiva direttamente uscito dalle pagine del miglior Fleming.
Un edificio dal look originale e curioso e di progettazione ultramoderna sta sorgendo a Miami.
The COR building, un grattacielo con una struttura e design altamente avanzato e moderno per il distretto di design, e soprattutto ecologico.
Il lavoro è il risultato della collaborazione tra diversi operatori tra cui Chad Oppenheim architecture + design, Buro Happold e l'ingegnere Ysreal Seinuk.
Il complesso architettonico incorporerà diverse funzioni da quella residenziale a quella commerciale con spazi dedicati, tecnologie tra le più sofisticate e sostenibili come turbine a vento, pannelli fotovoltaici, e pannelli solari, oltre alle strutture interne completamente rivestite di materiale riciclato. Qui i dettagli e altre immagini.

Iniziamo l'Anno Nuovo - a proposito, buon 2007 a tutti!! - provando a pensare ad un diverso significato della parola Cultura. E guardando indietro, qualche istante, al 2006 passato.
Una delle ultime considerazioni "perplesse" che mi sono concesso nel 2006 è scaturita dall'esecuzione di Saddam Hussein, tramite impiccagione.
E ho pensato che mi colpisce, davvero, tutta questa indignazione per l'uccisione di Saddam, tutt'altro che un Padre Pio, tra l'altro.
E' innegabile, infatti, che Saddam Hussein è stato uno di quegli esempi cardine del peggio a cui può arrivare una specie tutto sommato tra le più pericolose, come l'Uomo. Hitler, Stalin, Pol Pot, la prossima regina delle televendite...vedete voi. Tutto molto banale, lo so.
Chiariamo subito che chi scrive non ha mai pensato che non avesse davvero senso la condanna a morte. E non credo regga poi molto dire che, uccidendolo, siamo diventati come lui, perché mi pare che ce ne passi...
Mentre i nostri antenati conquistavano nuovi mondi e nuovi continenti senza farsi scrupolo di additare come "selvaggi" uomini e popoli di Culture diverse dalle loro, esportando i costumi degli Imperi (e importando oro e merci pregiate), la mia generazione e quelle contigue sono state cresciute sotto l'insegnamento della comprensione e della tolleranza. Ci è stato insegnato che ciò che è diverso non va temuto, né sottomesso, ma rispettato.
Eppure, per qualche giorno, sul finire dello scorso anno, è parso di rivivere certe atmosfere da Impero Britannico.
Indipendentemente che siamo a favore o contro la Pena di Morte (non è questo il punto, qui), sarebbe ora che l'Occidente la finisse di cercare sempre il colpo al cerchio e quello alla botte, insieme.
O pensiamo DAVVERO che ogni altra cultura diversa dalla nostra sia da rispettare in quanto tale (Cultura) e che gli stati sono sovrani, oppure decidiamo che, in virtù dei nostri secolari esperimenti in guerre, barbarie, oscenità, perversioni ed atrocità, noi Occidentali rappresentiamo la Cultura più evoluta (ad esempio perché non lapidiamo le donne o non le costringiamo a portare il velo, perché non tolleriamo lo sfruttamento dei minori per sesso o trapianti, perché uccidiamo alla svelta gli animali da alimentazione e cerchiamo magari nel frattempo di trattarli il meglio possibile, perché tendiamo a dare un significato reale e garantito alle pubbliche elezioni, etc. etc.). E allora possiamo decidere di scagliarci contro "la barbara usanza dell'esecuzione capitale", là dove, nel mondo, su 192 stati dell'ONU, ve ne sono 85 non contrari ad essa. 85 Culture diverse.
Può sembrare una provocazione, ma non la è. Piuttosto è una perplessità, davanti ad una logica abbastanza ineffabile ed indefinibile per cui l'Occidente di fatto si arroga da sempre il diritto di decidere come e quando gli altri popoli e le altre Culture si comportano da "barbari".
