02/03: E il Tesoro dei Templari?

Era abbastanza prevedibile che l'uscita, nel 2003, del bestseller di Brown Il Codice Da Vinci avrebbe dato vita ad un filone di narrativa gnostico-avventurosa di sicuro interesse per i lettori italiani (e non solo).
In realtà, quando il Codice uscì, nessuno o quasi era al corrente di quanto esso attingesse ad un altro best-seller (un saggio) che sarebbe stato poi rilanciato con grande successo dallo stesso editore del Codice.
Purtroppo, non solo il Codice è, tutto sommato, uno dei thriller più noiosi e inconcludenti degli ultimi 10 anni, ma ricicla, senza davvero aggiungere alcuna ipotesi interessante, il contenuto del saggio di Baigent, Leigh e Lincoln (che, guarda caso hanno in-tentato una causa - persa - contro Brown) e buona parte della trama di un thriller dell'83, assai migliore e mai pubblicato in Italia. Tanto che l'autore, Lewis Perdue, si irritò non poco.
Ora, come sa chi ha letto anche uno solo dei tre libri, la storia dell'ascesa dei Cavalieri Templari da corpo scelto per la protezione dei pellegrini sulla via della Terra Santa a rete di potere terreno e temporale che giunse a far invidia a paura alla stessa Chiesa Cattolica di Roma, è non solo affascinante, ma anche intrisa di misteri irrisolti. Due su tutti:
- come riuscirono i Templari ad acquisire tanto potere in tutta Europa, e
- che ne fu del loro leggendario tesoro, che svanì nel nulla quando il Papa e il re di Francia (su tutti) tradirono e misero fine all'Ordine, nel 1307.
Nel romanzo di Steve Berry L'Ultima Cospirazione (The Templar Legacy), ci prova Cotton Malone, ex agente operativo al servizio del dipartimento di giustizia americano, ad unire i puntini, tra vecchi manoscritti, simboli e indizi storici in una frenetica caccia alla verità e ad un documento templare millenario che metterebbe in discusisone la resurrezione di Cristo e gli stessi dogmi fondamentali della Chiesa.
Trasferitosi dopo il ritiro a Copenaghen, dove gestisce una libreria antiquaria, Malone ha un appuntamento non ufficiale, in una delle piazze principali della capitale, con il suo ex superiore, Stephanie Nelle, incontro che viene movimentato da un tentativo di scippo e dalla morte del suo aggressore. Dopo una serie di inseguimenti e di nuove minacce, Stephanie è costretta ad ammettere il vero motivo del suo viaggio: acquistare un libro antico e concludere le ricerche lasciate incompiute dal marito, grande appassionato dei misteri di Rennes-le Château e morto suicida diversi anni prima.
Se lo spunto è interessante, il romanzo è una rivisitazione più colta, intelligente e piena di azione della formula inaugurata da Perdue e astutamente rivenduta al grande pubblico internazionale da Brown. Malone è un personaggio assai più completo e credibile del Langdon del Codice e lo sviluppo dell'intricata vicenda è meno affannoso, più veloce, assai più godibile.
In attesa che qualcuno traduca Perdue, il romanzo di Berry (di cui Nord ha appena pubblicato anche La Profezia dei Romanov) è il consiglio ideale per chi è rimasto deluso dal Codice (o per chi lo ha evitato a priori) ma ha divorato con interesse Il Santo Graal. E lo stesso scrittore è infinitamente più abile di Brown nel soddisfare le aspettative, tratteggiare personaggi, e costruire scene di azione ed avventura credibili.


Lopo scrive: