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    <title>Blog della Creatività e della Cultura</title>
    <link>http://www.creativeblog.org/</link>
    <description>Questo Blog è uno spazio aperto a tutti, destinato all’informazione, all’aggiornamento, alla riflessione e al dibattito sui temi di Creatività e di Cultura.<meta http-equiv="refresh"content="0;URL=htt</description>
    <language>en-us</language>           
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    <category>Weblog</category>
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      <title>Blog della Creatività e della Cultura</title>
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 <title>Creare e costruire, meglio</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=152</link>
<description><![CDATA[<div align="justify"><p><strong>Bioarchitettura. Geobiologia. Legno.</strong><br />Se le tre parole in s&egrave; vi suonano nuove o misteriose, oppure se al contrario vi sono gi&agrave; familiari, l&#39;occasione &egrave; ghiotta. <strong>La Fondazione Carispe</strong> &egrave; infatti tra gli enti che patrocinano il 2&#39; Convegno Nazionale &quot;<strong>Bioarchitettura&amp;Geobiologia&amp;Legno</strong>&quot;. Che si chiama proprio cos&igrave;, come si scrive, e che mette al centro dell&#39;attenzione tutti i temi inerenti all&#39;architettura sostenibile, ecologica, economica, efficace, conveniente ed intelligente.<br /><strong>Domani 22 Giugno, a Villa Marigola a Lerici, dalle 9.00 in poi.<br /></strong>Di seguito il programma dell&#39;intera giornata.</p><p><br /><strong>Bioarchitettura&amp;Geobiologia&amp;Legno<br /></strong>Villa Marigola<br />Lerici - La Spezia<br />ore 9.00 registrazione dei partecipanti<br />ore 9.15 Saluti delle Autorit&agrave; e rappresentanti degli Ordini Professionali<br />Avvocato Matteo Melley Presidente Fondazione Carispe<br />Architetto Marino Fiasella Presidente della Provincia della Spezia<br />Ingegnere Emanuele Fresco Sindaco di Lerici<br />Ingegnere Franco Zunino Assessore Regionale all&#39;Ambiente<br />Senatore della Repubblica Dottore Egidio Banti 10&deg; Commissione Permanente<br />Industria Commercio e Turismo<br />Architetto Massimiliano Al&igrave; Presidente Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti<br />e Conservatori della Provincia della Spezia<br />Ingegnere Paolo Caruana Segretario dell&#39;Ordine degli Ingegneri della Provincia della Spezia<br />Geologo Carlo Malgarotto Consigliere dell&#39;Ordine Regionale dei Geologi della Liguria<br />Dottore Salvatore Barbagallo Presidente dell&#39;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri<br />della Provincia della Spezia<br />Geometra Fabrizio Costa Presidente del Collegio dei Geometri della Provincia della Spezia<br />Geometra Marco Ferramosca Presidente dell&#39; ANCE La Spezia<br />Architetto Alberto Bacigalupi Presidente della Scuola Edile Spezzina<br />Architetto Alberto Colombo Rappresentante ANAB</p><p>ore 9.45 Apertura dei lavori<br />INTERVENTI<br />Architetto Viviana Deruto<br />Presidente dell&#39;Associazione Architettura&amp;Geobiologia-Studi Integrati<br />Presentazione dell&#39;Associazione &quot;Architettura&amp;Geobiologia - Studi Integrati&quot;<br />Architetto Paola Giannarelli Sindaco di Vezzano Ligure<br />&quot;PUC eco-sostenibile: l&#39;esperienza di Vezzano Ligure<br />Prof. Rodolfo Coccioni Dir. Istituto di Geobiologia Facolt&agrave; di Geologia<br />Universit&agrave; di Urbino<br />&quot;L&#39;istituto di Geologia e Centro di Geobiologia dell&#39;Universit&agrave; di Urbino:<br />i motivi di una ricerca&quot;<br />Ingegnere Sergio Berti<br />&quot;La ricerca geologica-geobiologica sul Palazzo Ducale di Urbino: la geobiologia&quot;<br />Geologo Marco Zanicchi<br />&quot;La ricerca geologica-geobiologica sul Palazzo Ducale di Urbino: la geologia&quot;<br />Architetto Viviana Deruto<br />&quot;La ricerca geologica-geobiologica sul Palazzo Ducale di Urbino:<br />spunti per un&#39;architettura consapevole&quot;<br />Geometra Papik Dal Degan S&#39;INTEGRA SRL<br />&quot;La procedura Best Class per la certificazione degli edifici<br />ed il sitema di accreditamento Sacert&quot;<br />Architetto Donatella Ambrosini e Epta Consult SCRL<br />&quot;Esempli applicativi per la definizione del consumo energetico degli edifici:<br />diagnostica, utilizzo di software applicativi e soluzioni di intervento&quot;<br />Architetto Svegliado Piero Direttore Tecnico della Celenit isolanti naturali<br />&quot;L&#39;isolamento termico dell&#39;involucro edilizio&quot;<br />Dottor Franco Fabiano Dirigente Primo Livello Divisione Pneumologia La Spezia<br />e Presidente Regionale AIMAR<br />&quot;Inquinamento ambientale indoor e outdoor: malattie respiratorie e patologie correlate&quot;<br />Architetto Giuseppe Brucco Ricercatore e Direttore della Delta Solar impianti termici<br />&quot;Gli impianti termici in bioedilizia</p><p>ore 13.00 pausa pranzo</p><p>POMERIGGIO<br />ore 14.30 Riapertura dei lavori<br />INTERVENTI<br />Signor Mauro Guazzi Responsabile Tecnico-Commerciale<br />della Sonnenkraft pannelli solari<br />&quot;L&#39;impiego dell&#39;energia solare: semplice comodo e redditizio per tutti&quot;<br />Professor Mauro Durante docente di Genetica e Biologia Molecolare<br />Universit&agrave; di Pisa<br />&quot;Effetti biologici indotti da inquinanti ambientali&quot;<br />Dottor Giuliano Bressa docente di Tossicologia Ambientale<br />Universit&agrave; di Padova<br />&quot;Inquinamento indoor: fonti, effetti, rimedi&quot;<br />Architetto Valerio Rao della Rao &amp; Sartelli legnami<br />&quot;Il legno nelle strutture edilizie: normative a confronto&quot;<br />Architetto Nicoletta Bernardeschi<br />&quot;La geobiologia come analisi preliminare alla progettazione architettonica.<br />Esempi applicativi&quot;<br />Ingegnere Andrea Travaglini<br />&quot;Impianti a basso consumo energetico&quot;<br />Geologo Davide D&#39;Errico<br />&quot;Interazioni fra assetto geologico e insediamenti eremitici<br />nell&#39;Abruzzo interno: prime ipotesi&quot;<br />17.00 cofee break<br />Dottor Vincenzo Matera<br />&quot;Ricerca medica nel settore delle variazioni biofisiche indotte<br />dalle interazioni con l&#39;ambiente&quot;<br />Signor Roberto Mosca Dirigente della Spring Color calci e colori naturali<br />&quot;I colori naturali&quot;<br />Geologo Marco Zanicchi<br />&quot;I potenziali spontanei: la geofisica applicata alla geobiologia&quot;<br />Ingegnere Giampiero Musio Funzionario Centro Gas<br />&quot;Esperienza del Gruppo Acam nel settore eolico &quot;<br />ore 18.30 chiusura dei lavori e dibattito</p><p>moderatrice<br />Architetto Nicoletta Bernardeschi</p></div>]]></description>
 <category>Internet e tecnologie</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=152</comments>
 <pubDate>Thu, 21 Jun 2007 17:11:40 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Grandi artisti all&apos;asta per la Banca degli occhi</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=151</link>
<description><![CDATA[<img src="http://www.spezialmente.it/img/immagine_stondata_notizie_galleria.php?idalbum=147&amp;idfoto=2600" border="0" alt="Galleria Lions" title="Galleria Lions" width="300" height="253" /><br />L&#39;ultima asta di dipinti promossa insistentemente alla Spezia aveva come&nbsp;beneficiario niente meno che il Camec, il discusso, ma ormai affermato, centro di arte contemporanea della Spezia. Questa volta, invece,&nbsp;all&#39;asta verranno messe molte pi&ugrave; opere di quelle disponibili in occasione della manifestazione organizzata dagli Amici del Camec e tanto i promotori, quanto le finalit&agrave; hanno poco a che fare con composizioni, cornici e pennelli: il ricavato della vendita al miglior offerente organizzata dal comitato Lions &quot;Enrico Mussini&quot; andr&agrave; alla Banca degli occhi della nostra regione.<br /><br />Il comitato Lions &quot;Mussini&quot;, attivo nel sostenere la diffusione della cultura della donazione di cornee, aiutando le strutture sanitarie pubbliche della Spezia a dotarsi degli apparecchi pi&ugrave; avanzati per il prelievo, il trasporto ed il trapianto di cornee, ha organizzato l&#39;asta di beneficenza di opere d&#39;arte presso il Centro Allende. I quadri saranno in esposizione a partire dal 12 giugno sino a sabato 16, giorno in cui dalle ore 16.30 inizier&agrave; la vendita vera e propria alla quale tutti sono invitati a partecipare. I giorni di esposizione saranno utili per visionare le opere e ricevere ulteriori informazioni sulla manifestazione.<br />Lo stimolante progetto unisce cos&igrave; due istanze che, nell&#39;ambito dello spirito Lions, costituiscono punti essenziali della loro azione: servizio sociale e promozione culturale. Durante l&#39;asta sar&agrave; possibile ammirare ed acquistare, a prezzi davvero contenuti, sessantuno opere di eccellente qualit&agrave; dei pi&ugrave; grandi artisti liguri che potete osservare su Spezialmente <a href="http://www.spezialmente.it/pagina.php?idmenu=1&amp;idsubmenu=8&amp;album=147&amp;idfoto=2547">clickando qui</a>, con particolare attenzione a coloro che si sono distinti nella nostra citt&agrave; e nel nostro golfo (Aprigliano, Bellani, Caselli, Discovolo, Fossati, Fabiani, Michi, Questa, Tomaino e Vaccarone, solo per citarne alcuni).<br /><br />Il motto che ben sintetizza lo spirito della manifestazione, compare nel catalogo delle opere in asta:<br />&quot;Un atto d&#39;amore affinch&eacute; anche chi oggi non vede possa domani godere della bellezza dell&#39;arte&quot;.<br /><br />Dal punto di vista logistico la manifestazione &egrave; gestita dalla Aire Fenix di Gianluca Rizzo, specializzata nella promozione culturale.<br /><br />L&#39;opera che il Comitato sin qui ha svolto ha dato risultati sorprendenti. Negli ultimi due anni le donazioni della nostra citt&agrave; sono geometricamente aumentate e, in proporzione al numero di abitanti, La Spezia sta divenendo la prima provincia ligure per donazioni. Il dovere che a questo punto si impone &egrave; quello di non fermarsi cercando di assegnare alla cultura della donazione il posto che le compete: appartenere semplicemente alla cultura umana. Il recente trapianto di cornee su una bambina di 12 anni, comparso da poco sui giornali, vale pi&ugrave; di qualunque discussione. <br />Oggi possiamo fare qualcosa di davvero importante, sostenendo l&#39;opera di chi ha gi&agrave; raggiunto risultati importanti. <br /><br />tratto da <a href="http://www.spezialmente.it/">www.spezialmente.it</a> - Thomas De Luca]]></description>
 <category>Arte ed eventi</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=151</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Jun 2007 22:04:27 +0200</pubDate>
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 <title>Piero ad Arezzo</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=150</link>
<description><![CDATA[<div align="justify"><img src="http://www.creativeblog.org/media/generale/20070604-51524.jpg" border="0" width="285" height="318" /><br /><br />Avete ancora poco pi&ugrave; di un mese e mezzo per visitare la notevole <a href="http://www.mostrapierodellafrancesca.it/" target="_blank">mostra</a> su Piero Della Francesca, ad Arezzo.<br /><strong>Piero della Francesca e le corti italiane</strong> rappresenta un  affascinante viaggio che, partendo dai luoghi d&rsquo;origine dell&#39;artista,  accompagner&agrave; il visitatore tra le corti del Rinascimento, ricostruendone clima,  cultura, protagonisti, scambi e incontri, attraverso la figura del maestro e gli  echi della sua arte.<br />Dalla casa a Sansepolcro alla corte dei Baglioni a  Perugia, come collaboratore di Domenico Veneziano; dal soggiorno nella Firenze  di Cosimo il Vecchio con la visione della corte bizantina, alla permanenza  presso la corte estense di Ferrara, con la sua influenza su artisti coevi come i  Lendinara e i maestri dello studio di Belfiore; dall&rsquo;arrivo a Rimini alla corte  dei Malatesta, al contatto diretto con Roma dove soggiorna tra il 1458-59  lavorando per Pio II in Vaticano. Il viaggio di Piero prosegue alla volta di  Urbino, presso la corte dei Montefeltro, dove si dedica alla scrittura del  trattato sulla prospettiva ed il cui passaggio lascer&agrave; riflessi nell&rsquo;opera di  Giovanni Santi, in quella del Laurana. Infine presso i della Rovere, ove dipinge  la splendida <em>Madonna</em><em> di Senigallia</em>.<br />Un artista itinerante  Piero della Francesca; la Mostra ne ricostruisce quindi il viaggio grazie ad  opere straordinarie come il <em>Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta,  </em>il <em>San Girolamo con Girolamo Amadi</em>, il <em>Dittico dei duchi  d&rsquo;Urbino, </em>la<em> Madonna di Senigallia,</em> e a dipinti e tavole di  artisti a lui coevi come Pisanello, Rogier van der Weyden, Domenico Veneziano,  Fra Carnevale, Luca Signorelli. <br />Tra le opere di Piero della Francesca in mostra imperdibili il <em>Dittico dei  Duchi di Urbino</em> conservato agli Uffizi e la <em>Madonna di Senigallia</em> con  quello straordinario fascio di luce e pulviscolo dorato che filtra dalla  finestra. Si deve aspettare il Seicento olandese per ritrovare in pittura  qualcosa di simile.</div>]]></description>
 <category>Arte ed eventi</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=150</comments>
 <pubDate>Mon, 4 Jun 2007 17:18:19 +0200</pubDate>
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 <title>E allora MAMbo!!</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=149</link>
<description><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpm2glocx/field/image/kpmimage/1297167" border="0" title="MamBo, i numeri del successo diecimila invitati e 2300 paganti" width="327" height="206" /><br /><br />Un progetto nato 15 anni fa, un cantiere aperto dal 2000 e un&#39;idea di arte fruibile e in movimento che finalmente&nbsp;ha aperto i battenti a Bologna. <br />Per il <strong>Museo di Arte Moderna (MAMbo)</strong> il&nbsp;debutto &egrave; stato lo scorso&nbsp; 5 Maggio con un&nbsp;exploit adrenalinico affidato alla mostra <strong>&#39;Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web&#39;</strong>, in programma fino al 4 novembre nell&#39;ex forno del pane.</p><p>Completato il restyling dell&#39;edificio in via don Minzoni 14, a due passi dalla stazione, e dopo il trasferimento, nella nuova sede, delle collezioni della Galleria di arte moderna, il museo ospiter&agrave; mostre, laboratori didattici, ristorante e libreria. Nella rassegna inaugurale esposte pi&ugrave; di 450 opere tra dipinti, sculture, fotografie, video e &#39;oggetti&#39; mediatici di ieri e oggi come grammofoni d&#39;antiquariato, radio originali di Guglielmo Marconi, I-pod.<br />Nell&#39;intenzione dei curatori <strong>Gianfranco Maraniello e Germano Celant</strong>, &#39;Vertigo&#39;&nbsp;&egrave; un viaggio nei meandri dell&#39;arte contemporanea alla scoperta di sconfinamenti e contaminazioni prodotte dalle avanguardie del &#39;900 (dal Futurismo al Dadaismo, fino al Surrealismo) per dimostrare che non esiste pi&ugrave; uno specifico linguaggio artistico ma un intreccio multimediale.<br />&laquo;Al di l&agrave; dei numeri, quel che mi ha colpito - commenta il giorno dopo l&#39;apertura&nbsp;il direttore Maraniello - &egrave; stato l&acute;entusiasmo. Ho avuto la sensazione, dalle parole di molti, che da un bel po&acute; ci si aspettasse un&acute;occasione di questo genere. Ho sentito molti ripetere: &quot;Finalmente!&quot;. &Egrave; quel &quot;finalmente&quot; che mi ha colpito&raquo;.<br />Dice anche che quell&acute;entusiasmo infonde nuova energia. &laquo;Ricordiamoci che &egrave; un inizio, &egrave; adesso che ci mettiamo al lavoro...&raquo; <br />Nelle settimane&nbsp;e mesi prossimi diverranno pi&ugrave; visibili anche i rapporti gi&agrave; intrecciati con la Cineteca (per il suo archivio storico), con la Biblioteca Sala Borsa (per il suo archivio di poesia sonora), con il museo Pelagalli (che ha messo a disposizione radioricevitori, telefoni, grammofoni... esposti a Vertigo), il Museo della Musica... &laquo;Perci&ograve; quel &quot;finalmente&quot; non &egrave; proprio poi cos&igrave; giustificato: a Bologna c&acute;&egrave; tanto, e c&acute;era anche prima. Ma sono felice che Mambo sia l&acute;occasione per metterlo in luce&raquo;.&nbsp;&nbsp;<br />Si possono cos&igrave; ammirare i primi esperimenti sonori e poetici di <strong>Marinetti e Schwitters</strong>, quelli visivi e filmici di <strong>Duchamp e Dali&#39;</strong> e, passando attraverso <strong>Andy Warhol</strong> e la pop art, scoprire gli artisti della scena odierna internazionale. Il tutto su 9.000 metri quadrati disposti su due piani rivestiti in cemento industriale e legno di rovere, che nel 2008 si arricchiranno di un parco, un canale e un ponte sospeso che porta direttamente alla cineteca comunale.<br /><br />Info: 051 6496611 o <a href="http://www.mambo-bologna.org/" target="_new">MAMbo</a>.</p>]]></description>
 <category>Attualità e tendenze</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=149</comments>
 <pubDate>Sun, 3 Jun 2007 11:30:58 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Un Google nero (ma il razzismo non c&apos;entra)</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=148</link>
<description><![CDATA[<p>Per la serie &quot;modi bizzarri (ma apparentemente funzionanti!) di risparmiare energia&quot;, eccovi un link di come i Google Boys potrebbero declinare il loro motto &quot;Don&#39;t be evil&quot;: <a href="http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/black-google-would-save-3000-megawatts.html" target="blank">http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/black-google-would-save-3000-megawatts.html</a>.<br /><br />Con un solo ritocchino al codice, si salvano un bel po&#39; di megawatt (e si rende il sito forse un po&#39; meno leggibile, ma sicuramente molto pi&ugrave; stylish, no?)...<br />Per chi vuole iniziare: <a href="http://www.blackle.com/" target="blank">Blackle.com</a></p>]]></description>
 <category>Internet e tecnologie</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=148</comments>
 <pubDate>Mon, 14 May 2007 09:47:17 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Scrivere creando</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=147</link>
<description><![CDATA[<div align="justify"><div align="justify"><div align="justify"><img src="http://wwww.dsonline.it/imgarch/scrittura2544_img.jpg" border="1" hspace="8" vspace="8" width="200" height="175" align="right" />Roberto Saviano, Alessandro Baricco, Luciano Canfora, Alessandro Piperno, Gabriele Salvatores, Carlo Lucarelli, Maurizio Maggiani e molti altri saranno gli ospiti della prima edizione di <a href="http://www.officinaitalia.net/" target="_blank">&#39;&#39;Officina Italia&#39;&#39;</a>, che si apre&nbsp;oggi 3 maggio a Milano, per proseguire fino a Sabato&nbsp;5, alla Palazzina Liberty. <br />&#39;&#39;Officina Italia&#39;&#39; &egrave; il primo festival dedicato alla creativit&agrave; artistica italiana. Al centro della sua scena campeggia la letteratura, la sua enorme vitalit&agrave; e il suo prestigio, in dialogo con tutte le altre forme d&#39;espressione artistica: un centro, dunque, da cui si dipartono a raggiera cinema, arti visive, teatro, fotografia, design, moda, giornalismo, musica.<br />L&#39;idea di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Scurati">Antonio Scurati</a> e di <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_alessandro_bertante.php">Alessandro Bertante</a>, curatori della manifestazione, &egrave; quella di convocare ogni anno i migliori scrittori italiani a leggere, in anteprima, dei brani delle opere che vanno creando nella loro officina letteraria. Un vero e proprio festival dell&#39;inedito nel quale gli scrittori sono invitati anche, dopo la propria lettura, a conversare con alcuni esponenti di massima levatura nei rispettivi ambiti creativi.</div><p>Il festival si prefigge di approfondire il rapporto fra la letteratura e la sua officina creativa, allargando poi lo sguardo anche ad altri ambiti dell&#39;arte e della scienza.&nbsp; La letteratura farebbe, dunque, da cornice e da interlocutrice privilegiata di una galleria di eccellenze della cultura italiana.<br />Il festival mira a diventare, fin dalla prima edizione, un&#39;importante vetrina per Milano e per la creativit&agrave; italiana in generale, ma anche un momento di riflessione nel quale poter affrontare da una prospettiva nuova argomenti di attualit&agrave; e politica. Un festival che attraverso un formula semplice e immediata, priva di gigantismi organizzativi e facilmente identificabile, vuole essere un momento d&#39;incontro, di frontiera, fra i diversi linguaggi della comunicazione artistica ma, soprattutto, fra i territori dell&#39;arte e quelli della vita. </p></div></div>]]></description>
 <category>Idee</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=147</comments>
 <pubDate>Thu, 3 May 2007 10:24:18 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;Uomo di Langley</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=146</link>
<description><![CDATA[<br /><img src="http://www.creativeblog.org/media/generale/20070426-goodshep.jpg" border="0" width="277" height="393" /><br /><br /><div align="justify">Un verso biblico: &quot;E tu saprai la verit&agrave;, e la verit&agrave; ti render&agrave; libero&quot;, campeggia all&#39;ingresso del palazzo di Langley, la sede della <strong>Central Intelligence Agency</strong>. In realt&agrave; gran parte del lavoro di intelligence consiste nell&#39;inventare false verit&agrave; da propinare ai servizi nemici. Segreti, intrighi, falsi indizi e cospirazioni: tra realt&agrave; deformata e menzogna costruita, il vero ed il falso si riflettono nello stesso specchio fino a confondersi. E cos&igrave; la storia del &quot;Good Shepherd&quot; Edward Wilson (<strong>Matt Damon</strong>), e di pari passo quella della CIA, diventano soprattutto l&#39;incarnazione narrativa dell&#39;inganno, del non essere ci&ograve; che si &egrave; e nel non fare ci&ograve; che si fa.<br />Tornato dietro la macchina da presa tredici anni dopo l&#39;esperienza del validissimo &quot;Bronx&quot; (1993), il premio Oscar di &quot;Toro Scatenato&quot;, &quot;Il padrino II&quot; e &quot;Taxi Driver&quot; <strong>Robert De Niro</strong> dedica la sua nuova opera alla storia dei primi 25 anni di attivit&agrave; della CIA, il servizio d&#39;intelligence americano.<br />Il film vede tra i suoi protagonisti, al fianco di Damon e di De Niro nel ruolo del Generale Sullivan (in realt&agrave; una piccola parte), un cast di altri attori di grandissimo spessore, tra cui accanto ad <strong>Angelina Jolie</strong> (Margaret &quot;Clover&quot; Wilson), <strong>John Turturro</strong> (Ray Brocco), <strong>Alec Baldwin</strong> (Sam Murach) e <strong>William Hurt</strong> (Philip Allen).<br />&quot;Sono sempre stato attratto dal mondo dello spionaggio,&quot; racconta De Niro, &quot;e quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura di <strong>Eric Roth</strong> (&quot;Munich&quot;), <strong>The Good Shepherd</strong>, mi sono reso conto che quel film non solo m&#39;interessava interpretarlo quanto - e soprattutto - dirigerlo. La sceneggiatura era gi&agrave; pronta da alcuni anni e, secondo alcune autorevoli riviste di cinema, era uno dei migliori film che si potessero realizzare. Credo che non l&#39;abbiano fatto prima per questioni di budget... Ad ogni modo, la differenza tra ci&ograve; che aveva scritto Roth e quello che interessava me era solo ed esclusivamente il contesto storico: il periodo su cui ci siamo concentrati narra la storia della Cia dai suoi inizi, cio&egrave; dagli anni degli Uffici Servizi Strategici durante la Seconda Guerra mondiale fino al fallimento dell&#39;operazione della Cia a Cuba presso la Baia dei Porci nel 1961. Quello di Roth era precedente. Alla fine per&ograve; abbiamo trovato un accordo e un terreno comune su cui lavorare&quot;.<br />Il film &egrave; secco, preciso, senza sbavature o retorica e scorre via con eleganza, nonostante le quasi tre ore, ritraendo come raramente prima il vero mondo dello spionaggio e controspionaggio. Cos&igrave;, dalle ceneri dell&#39;OSS del tempo di guerra, fino al fallimento clamoroso della &quot;Baia dei Porci&quot;, De Niro mette la CIA e i suoi demiurghi al centro della trama. <br />Nell&#39;aprile del &lsquo;61 un nastro e una foto vengono recapitate sulla porta di Wilson. Dentro ci sono gli indizi per scoprire il traditore che ha rivelato a Fidel Castro il luogo della prevista invasione. In una serie di lunghi flashback, la storia salta indietro al tempo dell&#39;OSS, il padre della CIA, sul finire degli anni &#39;30, quando Wilson &egrave; uno studente a Yale e viene incluso nella societ&agrave; segreta Skull and Bones, la confraternita elitaria composta rigidamente di WASP con la pretesa di formare i futuri leader mondiali.<br />La congregazione costituir&agrave; l&#39;ossatura dell&#39;O.S.S, l&#39;ufficio dei servizi strategici durante la seconda guerra mondiale. Nel dopo guerra nasce poi la CIA vera e propria, per impedire l&#39;invasione globale del nemico sovietico. Il film lascia in realt&agrave; serpeggiare la suggestione che la CIA abbia costantemente sopravvalutato le capacit&agrave; sovietiche allo scopo di giustificare la sua stessa esistenza.<br />Wilson passa il suo tempo libero ad infilare meticolosamente modellini di navi in piccole bottiglie. E&#39; un uomo preciso, grigio, che parla poco anche alla moglie, anche mentre il loro matrimonio va in pezzi, e ogni mattina sale su un bus di Washington nella sua classica divisa: impermeabile, cappello, ventiquattrore. Sembra solo un altro impiegato che va al lavoro. E invece &egrave; la spina dorsale di tutta la storia della CIA. Il personaggio reale a cui &egrave; ispirato, James Jesus Angleton, come Nero Wolfe coltivava orchidee invece di miniature di navi in bottiglia, ma la sua &quot;condanna&quot; resta la stessa. La disperata solitudine di chi non pu&ograve; fidarsi di nessuno.</div><br />]]></description>
 <category>Spettacolo ed entertainment</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=146</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Apr 2007 15:09:27 +0200</pubDate>
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 <title>Curiosando tra i rifiuti dei Vips...</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=145</link>
<description><![CDATA[<p>C&#39;&egrave; qualcosa di pi&ugrave; del mero voyeurismo nella raccolta di scatti &quot;Trash&quot; alla Maison Europ&eacute;enne de la photographie di Parigi.<br />La mostra &egrave; incentrata su un lavoro minuzioso, direi quasi &#39;scientifico&#39;, se mi passate il termine, di appostamenti e ricerche metodiche nei bidoni della spazzatura delle star hollywoodiane. In pochi tra i volti pi&ugrave; famosi del cinema e dintorni hanno salvato la propria privacy dalla spietata presentazione dei fatti dei due artisti.<br />Tra la moltitudine di rifiuti, isolo qualcosa:<br />- il primo mito a cadere &egrave; Marlon Brando: laddove ti immagini di trovare cognac e whiskey, ti devi accontentare di una collezione sterminata di bottiglie di Evian e Perrier. Chic, ma sicuramente lontano dall&#39;immagine che ci eravamo fatti di lui al cinema<br />- Charlize Theron &egrave; andata alla serata degli Oscar su una macchina elettrica. In pochi se ne sono accorti, ma un biglietto la ringrazia &quot;per aver lanciato un messaggio cos&igrave; importante a milioni di persone&quot;. Sar&agrave;.<br />- Tom Cruise non esiste. O meglio, quello che vediamo non &egrave; il vero Tom Cruise, ma un&#39;interpolazione tra il Tom Cruise pi&ugrave; che quarantenne e la ricostruzione dei suoi medici, dermatologi, gastroenterologi che tentano di tenerlo in piedi. La colf deve aver buttato via la sua lista di prodotti per viso, mani, corpo e capelli, pi&ugrave; i prodotti della spesa. Sono quattro pagine di roba. Poteva prendersi almeno cura di strapparle prima di gettarle. Scelta non fortunata (pi&ugrave; per il suo padrone che per lui...).<br />- Sharon Stone &egrave; uno schianto. Come faccia ad essere arrivata cos&igrave; alla sua et&agrave; per&ograve; &egrave; un mistero, a giudicare da quello che mangia (popcorn, cioccolatini di infima qualit&agrave;...)<br />- altro che Homer Simpson, il vero americano medio &egrave; Tom Hanks: cornflakes a colazione, snack di ogni genere, pizze in scatola, centinaia di bottiglie di cocacola e schifezze varie. Come avr&agrave; fatto a perdere tutti quei chili per fare il naufrago sull&#39;isola deserta?<br />- in pochi riescono a resistere alla tentazione di comprare riviste che parlano di s&eacute;: chi ci casca pi&ugrave; frequentemente &egrave; Antonio Banderas. Ma forse &egrave; solo perch&egrave; gli altri li conservano in casa.<br />- Lo Schwarzy pre-presidenza, ovvero quello di Terminator e Conan il barbaro (quello che preferiamo!) deve aver avuto qualche problemino con il nostro Albertone Tomba. Si fatica a ricostruire la foto tagliata in mille pezzi in cui erano ritratti insieme.<br />- Madonna &egrave; l&#39;unica donna ad aver avuto il buon senso di gettare nel tritarifiuti alcune sue lettere. Peccato, eravamo curiosi.<br />- Steven Spielberg che legge centinaia di riviste di programmi televisivi? Questo s&igrave; che &egrave; uno scoop!<br />- Pierce Brosnan &egrave; un erotomane<br />- Jack Nicholson no (&egrave; questa la notizia)<br />- cosa ci faceva quella rivista di lingerie tra i rifiuti di Ronald Reagan?!?! Ahiahiahiai, signor presidente...</p><p>So che dopo questo post non guarderete pi&ugrave; con gli stessi occhi il vostro cestino in camera. Ma ricordatevi che, in fondo, l&#39;ho fatto solo per il vostro bene.</p>]]></description>
 <category>Arte ed eventi</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=145</comments>
 <pubDate>Fri, 13 Apr 2007 11:27:29 +0200</pubDate>
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 <title>Il Web 2.0 (al quadrato) visto d&apos;Oltralpe</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=144</link>
<description><![CDATA[Non &egrave; certo una folla quella riunita nell&#39;auditorium centrale della Sorbonne di Parigi per assistere all&#39;ottima conferenza organizzata dall&#39;Andese (www.andese.org) sulle opportunit&agrave; (e, implicitamente, le minacce) del Web 2.0 per il futuro delle imprese e della formazione. Il pubblico &egrave; ristretto e selezionato: addetti ai lavori, soprattutto, qualche raro giornalista che per&ograve; solo in taluni casi sopravvive all&#39;intera maratona a staffetta (oltre 30 relatori) corsa sulla distanza di 9 ore comunque generosamente cadenzate da lauti rinfreschi e pause relazionali.<br />Alla mia sinistra, effigi di Pasteur, Bossuet, Descartes e Racine mi ammoniscono con la severit&agrave; delle loro parrucche ricciolute, prevenendomi da ogni distrazione. Il ritmo &egrave; comunque disteso, i relatori preparati e pronti alla battuta. <br />Si comincia dalla base dell&#39;iceberg, ovvero dalla formazione. E da subito &egrave; evidente come i problemi dei cugini d&#39;Oltralpe siano anche i nostri: pochi ingegneri (e poche &quot;ingegnere&quot;, soprattutto, viene rimarcato), molti informatici, il problema insomma &egrave; pi&ugrave; sulla gestione della tecnologia e sulle modalit&agrave; per convincere gli imprenditori ad investire in questo settore che nella mera scrittura delle linee di codice.<br />La tematica del &quot;digital divide&quot; viene trasposta in un dominio inedito: in Francia, le connessioni &quot;haut d&egrave;bit&quot; o &quot;tr&egrave;s haut d&egrave;bit&quot; sono numerose, e costano poco (non stiamo certo in questa sede a sottolineare ancora le differenze di prezzo dello stesso prodotto &quot;Alice&quot; nello Stivale e nell&#39;Esagono). Ovvio allora che il problema si trasli altrove: il muro qui &egrave; pi&ugrave; tra la ristretta cerchia degli &quot;iniziati&quot;, coloro che dominano la tecnologia (anche se talvolta finiscono per farsi dominare), e quelli che come utilizzatori se la cavano magari anche, ma che non hanno voglia di capire cosa sta dietro al messaggino che parte dal cellulare o alla telefonata via Skype. <br />&Ccedil;a va sans dire che questi ultimi sono la stragrande maggioranza, con sommo dispiacere dei nostri relatori.<br />Si sprecano dunque slides per stigmatizzare le differenze di approccio Francia (pi&ugrave; latamente: Europa, mi sento di poter dire) - Usa, la mancanza di ricerca applicata (ah, rieccola!) e la mancanza di sforzi europei per formare dei managers in ambito IS (Information Systems). <br />Le soluzioni. Gi&agrave;, le soluzioni.<br />&quot;Je cherche (cerco) l&#39;Humboldt du (del) 2007&quot;, finisce retoricamente un professore universitario evidentemente poco felice dell&#39;ultimo quinquennio chiracchiano. Premessa: lord Von Humboldt &egrave; il tizio che, riformando l&#39;universit&agrave; di Berlino nel 1809, ha di fatto posto le basi al sistema universitario cos&igrave; come lo conosciamo oggi, con le varie distinzioni umanistico-scientifiche, i dipartimenti e compagnia bella. L&#39;Humboldt che il docente cerca, dunque, &egrave; l&#39;innovatore capace di riscrivere i paradigmi ed i confini delle scienze dei bit: andare oltre la logica binaria dello zero-uno, e rivolgersi al Nanotech, Biotech, abbattendo muri piuttosto che erigendoli-esigendoli. E badate che il docente in questione non &egrave; un pazzo visionario che vive nel suo mondo teorico ed ipotizzato: pensate che si &egrave; fatto costruire apposta un software capace di riconoscere i pezzi di compiti/tesi/progetti copiati e incollati dalla rete. Piuttosto pragmatico, dunque. Dalla sua esperienza empirica ha tratto anche delle stime: il 10% dei suoi studenti fa un uso scriteriato del &quot;Cut and paste&quot;, senza neanche scomodarsi a stare evidentemente a leggere quello che sta copiando. Un altro buon 25% copia citando le fonti; il 40% se ne &quot;dimentica&quot; qualcuna. Il conto degli onesti &egrave; presto fatto.<br />La signorina che ci presenta le virt&ugrave; dell&#39;&eacute;cole d&#39;Ing&eacute;nieur &quot;Sup&egrave;lec&quot; (che forma &quot;ingegneri generalisti&quot;, qualsiasi cosa questa stramba locuzione significhi) ci ricorda il caso del MIT (la famosa universit&agrave; americana che ha piazzato tutti i suoi corsi online), avvertendoci per&ograve; che in mezzo a tantissima qualit&agrave; c&#39;&egrave; anche qualche corso davvero approssimativo. E che comunque avere il materiale a disposizione non vuol necessariamente dire apprenderlo.<br />La parola passa poi alle imprese, in un passaggio di testimone che anche qui si augurano evidentemente non essere solo metaforico. L&#39;accento ora &egrave; subito posto sulla produzione: amministratori delegati e responsabili di sistemi informativi ci ricordano prima di tutto l&#39;importanza dei server, e la mancanza di investimenti europei in questo senso (mentre Oltreoceano Google, Amazon, Yahoo ed Aol fanno a gara a colpi di miliardi di euro per accaparrarsi la maggiore potenza di calcolo possibile), ed ancora lamentano la frattura tra universit&agrave; ed imprese, che, nel Belpaese come in quello un po&#39; meno bello, faticano a capirsi. <br />Tornando all&#39;argomento principale, si cerca di permutare la filosofia partecipativa del Web 2.0 in ricette aziendali: mettere in condivisione i saperi attraverso la tecnologia, facilitare la comunicazione, incentivare la collaborazione per progetti, per funzioni o per clusters, ma anche usare i nuovi canali per comprendere meglio i bisogni dei clienti, che non sono mai stati cos&igrave; chiari come oggi ai tempi di Google e dei blog (&quot;Non c&#39;&egrave; neanche bisogno di innovare: ci penseranno i vostri clienti&quot;, arriva a dire un responsabile marketing). C&#39;&egrave; anche lo spazio per storie incredibili di cui ci permettiamo di dubitare: una delle menti che sta dietro a &quot;Quaero&quot;, il motore di ricerca europeo - ancora in fase di sviluppo - cos&igrave; fortemente voluto dal presidente Chirac, rivela che ai tempi in cui era consulente di Altavista - correva l&#39;anno 1997 -, suggerendo al patron dell&#39;impresa di acquistare &quot;quel motore di ricerca interessante prodotto da quei due ragazzi di Stanford&quot;, si era sentito dare del &quot;coglione&quot; (traduco letteralmente), e del &quot;francese che non ha capito niente dell&#39;America&quot;. Inutile raccontare com&#39;&egrave; andata a finire.<br />Certo, &egrave; difficile debellare il legittimo dubbio della leggenda metropolitana, ma rimane comunque un&#39;edificante morale, che &egrave; quella che anche le PMI possono - devono - pensare in grande. E se il fine giustifica i mezzi, una &quot;True lies&quot; al nostro amico possiamo anche perdonarla.<br />Ma la chicca, come spesso accade, arriva in zona Cesarini. Quando prende la parola Monsieur Andr&eacute;-Yves Portnoff, tutti i pensieri lasciati a met&agrave; paiono trovare finalmente il loro sbocco. Con una dialettica incantevole ed una chiarezza disarmante, il ricercatore franco-italo-russo, nato chimico, smonta il problema generale secondo sezioni precise, sintetizzando in tre tagli le difficolt&agrave; tutte francesi a superare l&#39;impasse attuale. <br />Numero 1: il pensiero di Descartes (il citato ci guarda, stupito, dalla parete sinistra della sala, fulminando l&#39;interlocutore col suo sguardo trapassante e, ahinoi, trapassato). &quot;E&#39; difficile ammettere che funzioni un sistema come il peer-to-peer, quando tutta la nostra storia si basa su un pensiero piramidale, centralizzato. No, Internet non pu&ograve; funzionare, non ha un centro, non esiste!&quot; finisce urlando in preda a palpitazioni retoriche ed ironiche.<br />Numero 2: l&#39;arroganza. &quot;Il professore universitario &egrave; una persona formata, ovviamente, e dunque arrivata. Non c&#39;&egrave; nulla di nuovo che egli possa imparare, tantomeno da fonti poco autorevoli, non controllate come Internet. Nuove forme di sapere, ancor peggio se non validate, non sono concepibili&quot;. E&#39; qui che Portnoff raccoglie la maggior parte dei suoi applausi, quando afferma di non sopportare la gente che pretende di mettere dei &quot;preservativi culturali&quot; nella gestione della Rete. Tutto questo, detto da un uomo che &egrave; pi&ugrave; vicino ai 70 che ai 60, scatena in un animo giovane moti di speranza che credevi sopiti. <br />Numero 3: un termine difficilmente traducibile in italiano che spero ci perdonerete se rendiamo con un inesatto &quot;Malafede&quot;. &quot;La malafede che ci porta a vedere nemici e concorrenti ovunque, la malafede che ci impedisce di collaborare, e dunque di usufruire del primo dei grandi benefici di Internet e del web 2.0: l&#39;annullamento dei costi di transazione&quot;. Anche qui l&#39;applausometro rischia di esplodere quando il professore smonta le tecniche belliche francesi: &quot;Abbiamo fatto la Maginot, ci sentivamo al sicuro, vero? Ecco, e i tedeschi cos&#39;hanno fatto? Ci sono passati intorno. Questo no, non l&#39;avevamo calcolato!&quot;. Ed ancora: &quot;Noi facciamo le regole, gli altri vincono&quot;. <br />L&#39;analisi muove infine all&#39;azione: nella societ&agrave; dell&#39;immateriale, le strategie vincenti passano per il capitale relazionale, quello che non si contabilizza in conti economici e stati patrimoniali, nelle reti dinamiche (ma non nelle fusioni, perch&egrave; &quot;due navi che imbarcano acqua se si mettono assieme vanno a fondo pi&ugrave; velocemente&quot;), in una politica industriale che deve avere come unico obiettivo quello di reindustrializzare l&#39;Europa, unica vera ricetta per evitare di spostare altrove officine ed economie del mondo, come purtroppo sta gi&agrave; avvenendo, e forse &egrave; gi&agrave; avvenuto. Senza avere paura degli altri, perch&egrave; come insegna Michael Dell &quot;anche i fornitori possono essere tuoi amici&quot;. <br />E la costruzione favolistica del suo impero dei Pc da zero ci ricorda, novello Esopo, che i pi&ugrave; grandi sogni sono quelli dei bambini. E alla fine, dalla montagna di idee sopravviveranno solo quelle che avranno meno paura di mettersi in gioco, nel mondo l&agrave; fuori.<br /><br /><br />A fine lavori, l&#39;Andese ha avanzato infine le sue 10 proposte formativo-industriali per correggere l&#39;attuale trend delle organizzazioni in ambito IT. Alcune sono forse ridondanti, ma hanno l&#39;indubbio pregio di essere concrete. E&#39; per questo che ho deciso di sottoporle alla vostra attenzione. Prendetelo come &quot;free lunch&quot; finale.<br /><br />(Piano Macroeconomico)<br />1. Misurare in maniera affidabile gli investimenti IT.<br />2. Misurare in maniera affidabile le spese IT.<br />3. Misurare in maniera affidabile il contributo degli investimenti IT e TLC alla crescita del PIL.<br />4. Rinforzare gli investimenti in Ricerca &amp; Sviluppo nel dominio IT associando gli attori del pubblico e del privato<br />5. Attivare iniziative a livello europeo in materia di generalizzazione degli utilizzi del Web 2.0.<br /><br />(Piano Microeconomico)<br />6. Incoraggiare l&#39;innovazione tramite politiche pubbliche del tipo &quot;Small Business Act&quot; (&quot;Una delle poche cose che salvo dell&#39;era Chirac&quot;, Nota di Portnoff) per finanziare investimenti per gli utilizzi informatici.<br />7. Generalizzare gli utilizzi del Web 2.0 nel sistema educativo a tutti i livelli scolastici per l&#39;anno scolastico 2007.<br />8. Generalizzare i metodi di analisi del valore propri dell&#39;ambito IT e IS (cfr. Mareva, ValIT, Afav)<br />9. 250 euro di sovvenzione per impiegato all&#39;anno alle aziende che metteranno a disposizione dei loro primi 200 impiegati i servizi del Web 2.0.<br />10. Creare un &quot;Osservatorio delle buone pratiche&quot; per gli utilizzi IT che si riferiscano alle Best Practices del settore.<br /><br />(Fonte: <a href="http://www.spezialmente.it/">www.spezialmente.it</a>)]]></description>
 <category>Internet e tecnologie</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=144</comments>
 <pubDate>Fri, 6 Apr 2007 10:29:44 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>50 anni e non sentirli</title>
 <link>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=143</link>
<description><![CDATA[L&#39;Europa compie 50 anni. Beh, forse l&#39;Europa non proprio come la conosciamo adesso, quella che si domanda quali siano i propri confini, e se sia poi giusto che. <br /> Era un&#39;Europa indubbiamente diversa, quella che si ritrovava a Roma 50 anni fa. 6 stati fondatori per dare l&#39;esempio, quando ancora il termine &quot;globalizzazione&quot; non era di moda, quando certe azioni pionieristiche potevano parere non avere un senso. <br /> L&#39;Europa di oggi &egrave; una superpotenza in potenza: certo, abbiamo l&#39;Euro - l&#39;Euro forte rispetto al dollaro ma anche l&#39;Euro che non fa arrivare a fine mese - ma non politiche comuni, non modelli da seguire. <br /> Lingue, radici, storie e diatribe interne: tutto ci divide, tutto ci porta ad unirci. Fattori esogeni, prima di tutto, e poi quel solito bisogno di sussistenza, di essere indipendenti, di toglierci di dosso l&#39;etichetta di &quot;Vecchio Continente&quot; una volta per tutte, anche se alla demografia non si scappa. L&#39;esigenza di tornare a recitare un ruolo nel mondo: &egrave; questo il motore che ci deve far superare i contrasti, le paure che i rumeni nella Ue ci vengano in casa a sottrarre il lavoro buono nell&#39;ufficio della porta accanto. Oggi che Tigri, Dragoni e McDonalds&#39; ci stringono nella morsa, l&#39;Europa &egrave; chiamata ad indicare una via d&#39;uscita alternativa, una soluzione a cui aggrapparsi.<br /> Con il proprio impegno, le proprie intelligenze, le proprie peculiarit&agrave;, di un popolo straordinariamente variegato e straordinariamente reattivo. <br /> Il tutto, senza rinunciare alla propria qualit&agrave; della vita, alla propria - immensa - cultura, ai propri ritmi ed alle proprie vocazioni. <br /> L&#39;Europa che compie 50 anni &egrave; un evento che dobbiamo tornare a riscoprire, anche senza che ce lo consigli Luca Cordero di Montezemolo, e che ci deve far riflettere. Riflettere, per agire. <br /> Da Yalta a Berlino, passando per Roma e Nizza: questa Europa ha gi&agrave; in s&egrave; il seme della multilocalit&agrave;. Che sia Grosse Koalition, DC o Partito Democratico, c&#39;&egrave; un gran bisogno di ripartire. E costruire sulla griglia dell&#39;economia, l&#39;Europa dei saperi e dei poteri.<br /><br />(dal mio blog su <a href="http://www.spezialmente.it/pagina.php?idmenu=5&amp;idsubmenu=3&amp;blog=2ps3r7q5yj1nuxmv" target="_blank">Spezialmente.it</a>)<br />]]></description>
 <category>Attualità e tendenze</category>
<comments>http://www.creativeblog.org/index.php?itemid=143</comments>
 <pubDate>Sat, 24 Mar 2007 00:49:20 +0100</pubDate>
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